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Confronto dei Metodi in .NET per Generare Proxy verso Web Service

Posted by Ricibald on January 10th, 2008

Per dialogare verso un Web Service si utilizza normalmente un proxy per generare la versione “ad oggetti” delle richieste e delle risposte che dovranno viaggiare nella rete.

Tale versione ad oggetti è un rappresentante (proxy) verso la reale richiesta SOAP. Spesso quindi si parla di “proxy verso il web service”, ma solo nel significato inglese di “rappresentante”, non come riferimento verso il design pattern Proxy. In realtà, quello che viene fatto è costruire il wrapping delle richieste, il ché coincide con il design pattern Adapter.

Esistono due strumenti in .NET che consentono di creare un proxy verso il web service:

  • in Visual Studio, selezionando “add web reference”: tale metodo crea automaticamente il proxy verso il web service dichiarato
  • con il comando wsdl.exe

Viene quindi naturale cercare di capire quale metodo utilizzare, partendo dal presupposto che il primo metodo è molto più semplice e immediato. In realtà grosse differenze non ce ne sono:

  • entrambe generano classi che non dovrebbero mai essere modificate: per questo utilizzare altri approcci, come classi partial
  • entrambe possono essere customizzate:
    • in “wsdl.exe” tramite argomenti documentati qui
    • in “add web reference” configurando proprietà di “Reference.map” o creando una classe condivisa che restituisce un’istanza del proxy opportunamente configurata

Ma alcune differenze ci sono e, come è lecito aspettarsi, “wsdl.exe” è uno strumento leggermente più potente, anche se più complesso. Infatti, le seguenti personalizzazioni di wsdl.exe non trovano corrispondenza nella procedura di Visual Studio:

  • /sharetypes: consente di condividere tipi uguali utilizzati in servizi differenti (i quali altrimenti avrebbero un loro specifico proxy)
  • /server[interface]: consente di creare un servizio web service sulla base di un file wsdl. La procedura è opposta a quella utilizzata in Visual Studio, in cui quando creo un metodo si aggiorna il wsdl. L’approccio wsdl->codice è però preferibile in modo tale da mantenere l’interfaccia stabile verso i client
  • /parsableerrors: visualizza gli errori in un formato simile a quello dei compilatori
  • /order: genera identificatori di ordine espliciti

Le seguenti funzioni, viceversa, non trovano corrispondenza in “wsdl.exe”:

  • update dinamico: l’interfaccia può essere aggiornata tramite semplice click

A parte queste particolarità, i risultati prodotti sono equivalenti e quindi, a meno di esigenze specifiche come quelle elencate, consiglierei sempre di utilizzare la procedura di Visual Studio, molto più rapida.

Come al solito, non so se la mia analisi è corretta, se ci sono critiche scrivete così l’articolo verrà corretto (e imparerò dai miei errori…)

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